Speciale: Intervista a Massi Furlan

Massi Furlan

Massi Furlan, Guest Star nell'episodio 6x24 - Domanda e Offerta

Quanti di voi hanno seguito con attenzione l’episodio finale della Sesta Stagione di Criminal Minds, saranno sicuramente rimasti colpiti da uno dei due scagnozzi dell’insospettabile S.I., colui che, dopo aver portato dentro la cella l’ultima vittima, qualche scena dopo si avvicina all’orecchio del ‘boss’ per comunicarle che l’FBI ha trovato il loro covo: quel personaggio ha un nome, Leon, e, ovviamente, un talentuoso attore che lo interpreta: Massi Furlan.
Massi, natio del Veneto, ha cercato (e trovato) fortuna negli States.
Ci ha concesso l’uso e la diffusione di alcune sue foto, scattate sul set dell’episodio (che troverete nella sezione Dietro le Quinte ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande.

Ciao Massi. Per cominciare, raccontaci di Massi Furlan. Cosa ti ha spinto a trasferirti in America?

Mi sono trasferito a Miami Beach (South Beach) nel maggio del 1998. Mio fratello Christian era laggiù da diversi anni, faceva lo chef al Ristorante ‘Tiramesù’ e io, essendomi stancato dell’ Italia, l’ho raggiunto prima per una vacanza, ma poi mi sono innamorato di Miami e dell’idea di essere vicino a mio fratello. Per cui ho fatto i bagagli e mi sono trasferito.

Una volta arrivato negli Stati Uniti hai trovato quella  ‘dimensione’ che non riuscivi a trovare in Italia. E’ stato difficile abbandonare il tuo paese natale? Ne è valsa la pena?

Penso che in Italia abbiamo un po’ tutti difficoltà nel trovare una dimensione, mentre l’ America, come si dice e come si è sempre detto, dà delle possibilità che in altri paesi sono molto più difficili da trovare e sfruttare.
Ma in ogni caso sento la mancanza dell’Italia. Mi manca la famiglia, il mangiare della mamma e ovviamente tutte le bellezze del nostro Paese. Però ne è valsa la pena. [Ride] Questa è una domanda trabocchetto. Certo, se le cose vanno bene ne è valsa la pena, altrimenti no. Ma, come succede a tutti, nella vita ci sono alti e bassi.

Avendo fatto parte di entrambi, c’è qualche differenza tra il mondo dello spettacolo per come viene trattato in Italia e per come invece lo si gestisce negli Stati Uniti?

La differenza tra l’Italia e gli Stati Uniti, per quanto riguarda lo spettacolo, è abissale, anzi, direi addirittura non paragonabile. La cosa triste è che negli anni Sessanta e Settanta eravamo noi italiani ad insegnare al resto del mondo come fare il cinema, e invece adesso siamo scesi proprio in basso. Conosco diversi attori italiani, attori bravi, che magari non riescono a lavorare molto perché noi, in Italia, diamo più importanza ai reality show. Per non parlare poi delle solite raccomandazioni…
Io sto lavorando bene qui a Hollywood. Per un secondo ho pensato di mandare il mio materiale anche a degli agenti in Italia, per vedere se potevo riuscire ad ottenere qualcosa anche là. Premetto che ho rappresentazioni in tutti gli Stati Uniti e anche in Canada, e quando  mando il mio materiale qui alle agenzie, il 70% risponde quasi subito. In Italia, negli ultimi due anni, ho mandato trenta o quaranta e-mail, ma ancora non ho trovato una persona con un po’ di educazione che mi abbia risposto. Zero contro quaranta!

 In Italia hai avuto esperienze da comico, mentre negli Stati Uniti sei il cattivo per eccellenza. E’ più facile far ridere o incutere paura? E a te cosa piace di più?

Dipende. Per me è più facile far ridere, ma penso che per la maggior parte delle persone sia il contrario. E’ certamente più semplice fare paura. Io preferisco centomila volte divertire. Penso di avere un dono di natura; come si dice da noi, sin da piccolo ero il comico in famiglia, a scuola, dovunque andassi.

Come sei arrivato nella produzione di Criminal Minds?
Che vogliate crederci o no, nella maniera più convenzionale: facendo un’audizione.
Nota interessante: hanno chiamato la mia manager nel giro di quarantacinque minuti, per dirle che appena sono uscito dalla stanza già  sapevano che ero io l’attore che cercavano. Cosa che ovviamente fa piacere.
Un’altra cosa che non sa nessuno è che originariamente avevo fatto l’audizione per il ruolo di Max, l’uomo alto che sta sempre al mio fianco nell’episodio, ma poi hanno deciso di farmi interpretare Leon.

Cosa puoi dirci allora del tuo personaggio?
Leon è una persona senza scrupoli, senza cuore e senza alcun tipo di emozioni. Uccide la gente come se sbucciasse una mela! Ed è anche un tipo di poche parole.

Nonostante tu non abbia condiviso scene con il cast principale, hai avuto modo di conoscere qualcuno di loro? Che aria si respira sul set?
Ho conosciuto tutto il cast dello show, perchè prima di girare si fa spesso un ‘table read’, cioè si legge l’intero copione della puntata tutti insieme, attori, regista, scrittori, perchè, a volte, c’è bisogno di cambiare qualcosa, cambiamenti minori ovviamente.
Per quanto riguarda il set, ho avuto modo di conoscere Joe Mantegna, Shemar Moore, il suo camerino era accanto al mio, A.J. Cook e Thomas Gibson. Cosa simpatica da menzionare è che Mantegna mi ha detto che lui è Italiano e che ha lavorato diverse volte in Italia, perfino con Woody Allen che inizierà le proiezioni a Roma il prossimo mese. Tra le foto che vi ho dato, ce n’è una fatta con Joe: stava dormendo sul serio e non si è nemmeno accorto che io posavo con lui facendo finta di ripassare le battute. [Ride]
L’aria sul set è sensazionale, sono tutti molto gentili e professionali.  Per esempio, durante una delle scene che stavo girando con Angela Sarafyan, l’attrice che interpreta il mio capo e che sarà una delle protagoniste del film ‘Breaking Dawn’ della saga dei vampiri di ‘Twilight’, proprio quando lei stava tirando un pugno alla ragazzina tenendo in mano la pistola, uno dei ciak non è andato proprio bene perchè mi ha colpito violentemente. Ma il giorno dopo l’attrice mi ha portato una barra di cioccolato per consolarmi. [Ride]

Per concludere la nostra chiacchierata, quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ancora niente di confermato, cioè con contratto firmato, ma ho in sospeso un film di guerra con Kevin Bacon  per il prossimo autunno. In più, a fine estate, dovrei interpretare una delle parti principali in una nuova versione di ‘Lolita’ e dovrei anche apparire in un film, che verrà girato a New York, che ha tra gli interpreti Eric Roberts.
Però c’è un progetto che ho molto a cuore, ovvero di poter finalmente venire in Italia e lavorare come attore anche nella mia lingua madre. Recitare in inglese o spagnolo non è poi così semplice come può sembrare. Dopo tutto, sono pur sempre Italiano.

Massi in Criminal Minds
video di fra235

Noi di Criminal Minds Italia ringraziamo Massi per la sua disponibilità e la sua gentilezza, gli auguriamo buon lavoro per i suoi progetti futuri, e speriamo di vederlo molto presto lavorare anche qui in Italia!