
un Hotch in abiti casual, si reca a fare visita ad un vecchio detective, col quale aveva lavorato ad un caso dfieci anni prima, in South Boston.
L’uomo, Tom Shaunessy, vuole parlargli del caso sul quale lo aveva chiamato ad indagare, e che lui aveva chiuso in fretta e furia.
L’uomo vuole alleggerirsi la coscienza, confidando ad Hotch che aveva chiuso il caso dopo aver fatto un patto con il SI, che avevano battezzato “il mietitore”.
L’uomo mostra ad Hotch un foglio in cui l’SI definisce l’accordo con il detective, dicendo che se il detective avesse smesso di dargli la caccia, lui non avrebbe più ucciso fino alla morte di uno dei due.
Il detective, lo comunica ad Hotch, poiché teme che dopo la sua morte, il Mietitore si sarebbe rifatto vivo continuando ad uccidere.
Hotch, tornato a DC, riapre il caso.
Il giorno dopo, il detective Shaunessy muore, il Mietitore può riprendere il suo lavoro di morte sospeso dieci anni prima.
Appena saputo della sua morte, Hotch riapre il caso, ma il “mietitore” si è già rimesso al lavoro, uccidendo una coppia di fidanzati rimasta in panne con l’auto di notte, prima di uccidere la ragazza, si fa consegnare l’orologio, e lascia un paio di occhiali da addosso al ragazzo.
La notizia del duplice omicidio giunge subito al DC, che col team si reca immediatamente a Boston per seguire la indagini.
Il simbolo del “mietitore” un occhio all’interno di un triangolo coronato di raggi viene ritrovato sulla fiancata dell’auto ferma sul ciglio della strada.
Il caso, coinvolge in prima persona Hotch!
Analizzando il caso, Hotch vuole “vendere” alla stampa che colui che ha ucciso la coppia di fidanzati non sia il vero mietitore, ma un imitatore, in modo che questo possa smuovere il mietitore stesso.
Il SI uccide uomini e donne, di diversa razza, età o ceto sociale.
Uccide solo per il potere che prova nel farlo.
La polizia locale accoglie con freddezza Hotch e il team, poiché non ritengono che il caso sia di competenza FBI, ma appena Hotch mostra il “contratto” stipulato tra il detective e il SI, la polizia accetta immediatamente la presenza del BAU.
Analizzando la scena del crimine, Reid ed Hotch si accorgono immediatamente della mancanza del’orologio dal polso della ragazza, e della presenza degli occhiali da vista sul ragazzo.
Dalla patente, risulta che il ragazzo non necessitava di occhiali, ed Hotch riconosce subito gli occhiali da vista portati via dall’ultima scena del crimine dieci anni prima, quando una coppia di fidanzati era stata aggredita, uccidendo la ragazza e lasciando in fin di vita il fidanzato, Foley, che poi si era salvato.
Tra la folla che accalca la scena del crimine, c’è un giornalista che seguiva il caso dieci anni prima, e che ha affiancato Foley a scrivere la biografia sul Mietitore.
La presenza degli occhiali sulle vittime, fa pensare che Foyet sia in pericolo, mentre il giornalista insiste a parlare con Hotch, chiamando JJ.
Hotch, parla col giornalista, promettendo lui che qualsiasi novità fosse emersa, lo avrebbe avvertito.
Intanto il mietitore uccide un’altra coppia di persone, questa volta due persone anziane.
Prende loro le fedi nuziali lasciando l’orologio preso alla vittima precedente.
Anche in questa occasione lascia il suo simbolo disegnato sul cofano dell’auto e una foto con scritto “FATE?”
Dave ed Hotch parlano della presenza del punto interrogativo, fatto nuovo rispetto agli altri omicidi, Hotch è sicuro che il punto interrogativo stia ad indicare che questi omicidi non sono fonte di destino (FATE=FATO) ma bensì che se lo avessero acciuffato 10 anni prima, queste persone non sarebbero morte.
Rossi, trova un po’ forzata questa interpretazione di Hotchner.
Aaron confessa ad Rossi che lui aveva stilato un profilo, anche se non in via ufficiale, confessa anche all’amico che ci ha lavorato per dieci anni in totale autonomia, benché il caso fosse chiuso.
Hotch espone il profilo che aveva stilato alla squadra ed alla polizia.
Il mietitore è un “Onnivoro”, non ha una specifica tipologia di vittime, bensì uccide in modo casuale. Non facendo differenze.
E’ un killer che ucciderebbe chiunque.
Uccide più che altro per farsi notare dalle forze dell’ordine, solo per potere.
Il fatto del patto fatto col precedente detective ne è la prova tangibile.
Avere potere sulle forze dell’ordine lo soddisfa.
Dal profilo emerge che l’uomo dedica molto tempo nell’uccidere le vittime femminili giovani e invece si libera velocemente delle vittime più anziane.
Hotch dice ala polizia di cercare negli archivi persone che hanno autorità su i giovani (insegnanti, tutor …) e che abbiano avuto problemi con denuncie per molestie.
Nel frattempo, George Foyet, l’unico sopravvissuto, sembra scomparso nel nulla.
Niente documenti, bollette, conti bancari …. Nulla!
Hotch, cerca il giornalista, l’unica persona che ha avuto contatti con lui dopo l’aggressione, per la stesura del suo libro, vuole incontrarlo.
Il giornalista dice ad Hotch come contattare Foyet, ed Hotch e Rossi lo vanno ad aspettare fuori di casa.
L’uomo, visibilmente provato, stanco si guarda sempre intorno in modo circospetto. Chiede ai due agenti FBI di non parlare con lui in mezzo alla strada e li fa accomodare in casa.
Hotch, porge all’uomo il paio di occhiali che il mietitore gli aveva preso durante l’aggressione dieci anni prima, l’uomo capisce subito che il mietitore è ancora attivo.
L’uomo rivive i momenti della sua aggressione, piangendo. I due agenti domandano se ha ricevuto chiamate, o contatti particolari in questi ultimi tempi, temono che il mietitore abbia un particolare interesse per Foyet.
L’uomo spiega che vive sotto falsi nomi dal momento dell’aggressione, per non essere rintracciato.
Che non usa più l’auto, ma solo il bus.
Fa di tutto per evitare di poter incontrare di nuovo il suo aggressore.
Hotch offre a Foyet protezione, ma l’uomo vuole restare a Boston, e mai permetterà che il ritorno del mietitore rovini ancora una volta la sua esistenza.
Foyet sa che nessuno lo può proteggere, Rossi gli promette che lo proteggeranno!
Il giornalista incontra Hotch suori dal distretto di polizia, una lettera è stata consegnata al suo ufficio, e lui la vuole immediatamente consegnare al
FBI:
è la stessa proposta che era stata fatta al detective Shaunessy dieci anni prima.
Hotch dice al giornalista che lui è qualcosa di particolare per il mietitore, è lui che ha scritto la sua biografia, quindi qualcosa li lega.
Il giornalista vuole rendere pubblico con un articolo che non si tratta di un imitatore, ma dello stesso assassino di dieci anni prima.
Hotch lo persuade dal farlo, per il bene delle indagini.
Lui lo vuole prendere!
Hotch, offre accesso all’analisi comportamentale al giornalista se non scrive l’articolo, ma solo dopo la cattura del mietitore.
Il giornalista è titubante, teme che ancora una volta il BAU non riesca ad acciuffarlo, ma poi rinuncia a scrivere l’articolo.
Questo caso, sta mettendo a dura prova il granitico Hotchner, si ritrova a guardare e riguardare ed analizzare e scrutare tutti i file del caso, anche la notte nella sua stanza di hotel
Riceve una telefonata, dove il mietitore stesso gli propone un accordo:
“se rinuncia a dargli la caccia, lui non ucciderà più!”
Hotch rifiuta in modo categorico l’accordo, promettendo lui che lo arresterà e che l’FBI non fa accordi con i criminali.
Dopo il rifiuto dell’accettazione dell’accordo, oil mietitore sale su un bus ed uccide tutte le persone a bordo, lasciando le fedi nuziali delle precedenti vittime all’anulare dell’autista.
Hotch e Rossi, vengono chiamati sulla scena del crimine, l’autobus è accostato con le portiere aperte e sette corpi vi giacciono all’interno.
“niente accordo” e una serie di codici numerici sono scritti sui finestrini dell’autobus.
Hotch è seriamente provato da ciò che sta vedendo e vivendo, è al limite.
Quando scende dal bus, di corsa Rossi lo segue immediatamente.
Hotch confessa che il mietitore gli aveva telefonato poche ore prima, proponendo un accordo, che se lui avesse accettato l’accordo queste persone sarebbero state ancora vive.
Si sente responsabile.
Rossi estrae la pistole e la porge ad Aaron.
Dicendogli che se si sente tanto responsabile, perché non la fa finita?
Gli ricorda che sono dieci anni che lui cattura serial killer, che non è colpa sua se le persone decidono di fare del male.
Loro cercano di fermarle, di arrestarle, ma non è stato Hotch a far sì che il mietitore uccidesse.
È stata una scelta del mietitore mettersi a fare del male al prossimo.
Aaron ha gli occhi invasi dalle lacrime, il fatto che per dieci anni non sia riuscito a catturare il mietitore lo logora, e adesso questa carneficina.
Le parole di Dave lo aiutano a ricomporsi e dice a Rossi di ritirare l’arma.
Quella chiacchierata/scontro con l’amico lo ha aiutato.
Dopo la chiacchierata Hotch torna al bus e trova il giornalista.
Dice al giornalista di scrivere l’articolo, l’uomo accetta dicendo però che non farà riferimento all’accordo stretto tra il mietitore e Shaunessy.
Dice poi ad Hotch che Foyet lo ha chiamato, lo vuole incontrare.
Il team si raduna, soprattutto per decifrare il codice numerico, che in realtà sembra non avere nessun significato.
Durante il colloquio con Otch e Rossi, Foyet ha detto di usare solo il bus, poiché ha paura, e guarda caso il bus assaltato dal mietitore è lo stesso che transita davanti alla casa di Foyet.
Il mietitore conosce , l’indirizzo dell’unico sopravvissuto, e vuole che l’FBI lo sappia bene.
I numeri scritti sul bus, indicano il numero di appartamento di Foyet, e delle altre sue residenze.
Immediatamente il team si reca in ognuna delle tre case indicate come residenza di Foyet.
Le case dove ci sono Hotch e Reid, e Prentiss e Rossi, sono pulite.
La casa dove Morgan si reca con il detective, invece è occupata dal mietitore, che aspetta Derek, lo aggredisce facendolo volare da una finestra del piano terra.
Morgan risponde al richiamo della radio e questo porta i suoi colleghi a correre da lui.
Al loro arrivo un corpo viene portato via dalla casa, è quello del detective della polizia.
Morgan è in casa a farsi medicare dai paramedici, e comunica ad Hotch che il mietitore gli ha rubato i documenti e gli ha lasciato una pallottola.
Hotch dice a Morgan di non farsi manipolare, che il mietitore gode ad avere potere sugli altri.
Emily rincuora Morgan, dicendogli che è ancora vivo.
Morgan è convinto che il mietitore non lo abbia ucciso solo perché era privo di sensi.
Al mietitore piace interagire con le sue vittime.
All’interno della casa, vengono ritrovati molti segni di lotta e un sacco di sangue, che non sono del detective, poiché lui è stato ucciso in giardino.
Il sangue nella casa è di qualcun altro, ma non ci sono cadaveri.
Rossi ipotizza che si tratta del sangue di Foyet, che il mietitore abbia terminato il suo compito lasciato a metà dieci anni prima.
Hotch, dice che loro hanno offerto protezione a Foyet, ma lui l’ha rifiutata.
E’ stata una sua scelta!
Rianalizzando la prima aggressione subita da Foyet, il team si rende conto che la sua fidanzata Amanda, la conosceva da sole 4 settimane, ma lui voleva già sposarla, che lui faceva l’assistente all’università del Michigan, e lei era una matricola di soli 19 anni.
Foyet, corrisponde al profilo dell’SI!
Cercando tra gli pseudonimi, risulta che tutti e tre i nominativi di Foyet, fanno gli insegnanti al liceo.
Uno degli alias, è stato allontanato dal ministero dell’istruzione, per comportamento scorretto nei confronti di una ragazza.
Hotch, collega che in realtà il mietitore E’ Foyet.
Ricorda immediatamente che il giornalista sta andando da Foyet e il team si muove immediatamente per raggiungerlo.
Intanto il giornalista è da Foyet, che lo sta minacciando con un coltello.
Foyet è arrabbiato con lui perché lui non ha scritto dell’accordo con Shaunessy.
Il mietitore vuole che il giornalista scriva la storia.
Hotch intervengono nell’appartamento e bloccano il mietitore prima che faccia del male al giornalista.
Quando alle sue spalle arrivano anche Morgan, Reid e Prentiss il mietitore abbassa l’arma e si fa arrestare.
Sull’aereo di ritorno in direzione DC, Derek gioca con la pallottola che Foyet gli ha lasciato.
Hotch comunica che i documenti di Morgan non sono stati ritrovati in nessuna delle sue abitazioni.
Intanto Foyet viene portato in carcere, dal quale riesce però a fuggire.