Kirsten Vangsness (Penelope Garcia) in una scena del finale di serie di Criminal Minds

[Attenzione: Il seguente articolo contiene IMPORTANTI spoiler sul finale di serie di Criminal Minds, “And in the End.”]

Il lavoro della BAU potrebbe non essere finito dopo il finale di serie di Criminal Minds, ma quello di Garcia (Kirsten Vangsness) sì.

Sebbene tutti pensavano di riunirsi nel giardino di Rossi (Joe Mantegna) per la sua festa di pensionamento, in realtà hanno scoperto che stavano dicendo addio a Garcia. (Rossi probabilmente non smetterà mai di fare almeno da consulente per l’FBI.) Penelope continuerà ad aiutare le persone, ma lo farà in una no-profit lì vicino. Anche la vita personale di Garcia è cambiata, dal momento che ha accettato l’invito a cena di Luke (Adam Rodriguez).

Il finale ha visto Garcia dire addio alla squadra e spegnere il suo ufficio. Ma prima di andare via, ha scritto un bigliettino — non abbiamo visto cosa diceva — e lo ha infilato tra le scrivanie.

Qui, Vangsness — che ha co-sceneggiato il finale con lo showrunner Erica Messer — discute il cambio di carriera di Garcia, le sue relazioni e il suo futuro.

Garcia ha scelto di andare via dalla BAU, ma ovviamente continuerà ad aiutare le persone. Quanto è stato difficile per lei prendere questa decisione e, oltre al fatto che si trattava del finale di serie, perché era arrivato il momento giusto?
Kirsten Vangsness: Per lei è stato davvero difficile. È stata un’idea di Erica Messer. Abbiamo co-sceneggiato l’episodio; di solito io faccio una metà dello show e lei l’altra e poi ci scambiamo. Ci diamo idee a vicenda, ad esempio se lei sta scrivendo il terzo atto, io le dico: “Ehi, forse potrebbe succedere questo.” Quindi, lei ha proposto questa cosa, e abbiamo pensato: “Wow, davvero?” E lei ha risposto: “Sì.” Perché Garcia aveva due battute nel primo episodio, e non pensavamo che l’avremmo vista di nuovo, e invece l’abbiamo vista più di chiunque altro.

Lei è lo sguardo degli spettatori, in realtà. Lei è empatica. Lei è quella che di solito dice se qualcosa è disgustoso o buono o brutto, quindi se dobbiamo scrivere il finale di serie e mostrare che lo show è qualcosa che continuerà ad andare avanti, che i buoni sono ancora lì fuori ad aiutare, vogliamo che siano gli spettatori ad allontanarsi. Dal momento che Garcia è gli occhi degli spettatori, far allontanare lei ha senso.

È stato incredibilmente difficile. Il momento era giusto. Una delle cose che amo del recitare è che se ti lasci andare, scopri cose del tuo personaggio che ti vengono naturali. Quando io e Shemar [Moore] abbiamo fatto una scena insieme per la prima volta, abbiamo entrambi realizzato: “O mio Dio, abbiamo questa chimica pazzesca.” Quando abbiamo sceneggiato “Ogni Fine Ha Anche Un Inizio,” che vedeva proprio l’uscita di scena di Shemar, stavamo facendo una scena scritta da me — ricordo cosa stavo pensando quando avevo scritto la scena — e, come attrice, mi sono detta: “O mio Dio, sono innamorata di lui da tutto questo tempo. Anche dopo che si è sposato, Garcia pensava ancora che forse c’era una possibilità e sta realizzando che invece non c’è. E non sa nemmeno che ruolo ha in questo lavoro senza di lui.” Ho avuto un’intera crisi esistenziale.

Poi quando il personaggio di Adam è arrivato nella serie, mentre stavamo facendo una scena ho pensato: “Sono così arrabbiata con lui. Lo odio. Non riesco a fare una scena senza prenderlo in giro. Non so perché.” Non riuscivo a capirlo, e poi mi sono detta: “Ha una cotta per lui, vero? Si sta comportando così perché… ti piaceva già questo ragazzo, non può piacerti anche lui. È la cosa più stupida del mondo.” Quando succede e lui le chiede di uscire perché lei ha smesso con quel comportamento, è nell’esatto momento in cui sta per andare via. Non andrebbe mai ad un appuntamento con qualcuno con cui lavora. La metterebbe troppo a disagio.

Parlando di quei due, in questa stagione lei si è davvero affezionata a lui. Lui l’ha aiutata con il caso dello stalker e le ha detto di fargli sapere se mai avesse una pista sul tizio che la sta importunando. Pensi che potrebbe funzionare tra loro? 
Sì, assolutamente! Ma chi lo sa? Rimane comunque molto dolce e adorabile e l’origine di questa storia è molto dolce e adorabile. Quello che credo che sia davvero divertente, come attrice che deve mettere in scena tutto ciò, è che ci hanno dato la scena in cui ci incontriamo in ascensore. Voi vedete che lei dice: “No so cosa penso di te.” L’ho fatto per dare forma al mio comportamento, e segnalare che sarei stata abbastanza scortese nei suoi confronti. Poi hanno cominciato a cambiare le battute, il che ha fatto cambiare anche noi. Quel percorso è stato davvero divertente.

Abbiamo avuto un’altra festa nel giardino di Rossi. Come è stato scrivere quel finale con Erica? C’erano delle scene che sapevi di volere nel finale?
Volevamo mettere la cosa di “Heroes” perché loro sono degli eroi e le parole di quella canzone di David Bowie sono semplicemente speciali. David Bowie ripercorre come un tema in Criminal Minds — quando sparano a Garcia, lei parla di lui, e altre cose come questa — quindi volevamo quella canzone. E volevamo dare del tempo a tutti per stare insieme e lasciare solo che la telecamera li riprendesse. Quindi la scena della festa, se ci pensate attentamente, continua davvero per molto tempo in cui non succede nulla. Ci stavano solo riprendendo mentre scherzavamo e ci divertivamo tra noi. C’era una gioia reale. E poi, molte delle persone sullo sfondo sono quelle che hanno lavorato negli uffici di produzione, alcuni addirittura dal primo giorno. Quindi è stato davvero molto speciale.

E volevamo solo dei momenti in cui la gente pensasse: “Oh, quel momento mi ha fatto sentire bene.” Ci piaceva quest’idea di riportare in scena tutti. Ma non puoi riportare in scena tutti. Ovviamente devi omaggiare Morgan, Gideon, e Hotch perché sono parte del motivo per cui la serie è quella che è, ma devi essere molto creativo nel farlo perché ci sono solo 44 minuti per concludere uno show. Abbiamo cercato di accennare a quante più cose possibili.

E avevate bisogno di quella gioia, specialmente dopo quella telefonata del Camaleonte che mi ha ricordato la telefonata di Foyet e Haley.
Sì. E Michael Mosley è un attore così bravo che guardi quelle scene e ti rendi conto che non sono scene grandi. Non succede molto, ma, in ogni caso, lui prende delle decisioni così gustose che le rendono davvero belle.

Ho parlato con Erica, e ha detto che voi due avevate idee diverse su quello che Garcia ha scritto sul bigliettino. Quale era la tua?
Lei vi ha detto la sua?

No.
Sì, vedi? Esattamente. Ce lo siamo detto tra noi. Siamo davvero vicine, quindi ce lo siamo sussurrato a vicenda come ragazzine di scuola al banco, “Penso che dica questo,” e poi hanno continuato a fare altre riprese e quello che c’era scritto diventava sempre più importante con il passare del tempo. Quindi, un po’ come David Bowie che dice che non scrive i suoi testi perché pensa che le persone dovrebbero prendere da soli quelle decisioni, io la penso allo stesso modo. Mi domando, però, se Garcia abbia lasciato quel biglietto perché possa trovarlo qualcun altro o se piuttosto lo abbia lasciato perché lo ritrovi lei stessa.

Sappiamo che qualcuno dovrà arrivare per riempire quel posto vacante, ma ovviamente Garcia non potrà mai essere rimpiazzata.
Giusto.

Cosa pensi che Garcia vorrebbe vedere nella persona che lavorerà con la sua squadra?
Penso che voglia vedere che quella persona non voglia fare nulla per rovinare la vita di qualcuno, ma è già abbastanza brutto, che dovranno pregarla di tornare per lavorare part-time o qualcosa del genere. Lei non vuole che siano bravi nel suo lavoro, per nulla. Vorrebbe che fosse quella ragazza che era nel cubicolo accanto al suo, [Anita,] nell’episodio di due stagioni fa, in cui Kim Rhodes interpretava il cattivo direttore dell’FBI e Garcia era dovuta andare a lavorare in quell’ufficio e c’era quella strepitosa attrice che lavorava accanto a me e le ho dato il mio piccolo unicorno.

Abbiamo visto anche quelle straordinarie conversazioni tra Garcia e Diana in ospedale e Garcia ha ricordato tutte le volte in cui sono stati feriti. Come erano quelle scene?
Davvero oneste e vere, quando ci pensi. È una delle cose che vengono dall’essere in uno show davvero molto violento e che va preso in considerazione. Quelle cose hanno sempre un prezzo e devi sempre riprenderti dopo che hai fatto una cosa così stressante a livello emotivo, ed è qualcosa che Garcia capisce. “Oh, sì, non penso di poter fare questa cosa ogni giorno per sempre. Ho bisogno di una piccola pausa.”

Dove pensi che sarà Garcia tra uno o cinque anni?
Starà realizzando i suoi sogni sempre meglio e con sempre più chiarezza. Scoprirà modi più efficienti per rendere il mondo e l’universo posti più felici, più pacifici, più amichevoli. Probabilmente avrà anche un fidanzato latino molto sexy, di nome Luke.

Quando guardi al percorso di Garcia, ovviamente tutto quello che è successo e tutti quelli che ha conosciuto l’hanno resa quella che è alla fine. Hai già parlato del suo rapporto con Morgan e Luke. Ma quali momenti e altri rapporti spiccano per te per il suo personaggio?
La scena con Hotch in ospedale, quella in cui lui dice: “Grazie per essere rimasta,” e lei risponde: “Cavalli selvaggi, signore, cavalli selvaggi.” Penso davvero che fosse così vero per me e Thomas. Pe me e Matthew, quando lui era in ospedale e io ho sparato a quel tizio. Ci sono state così tante scene con me e lui. L’episodio in cui JJ va via. Avevamo una scena nel mio ufficio, che ricordo sempre distintamente.

L’episodio che abbiamo girato dopo che Meshach Taylor aveva lasciato il pianeta, e Joe ed io eravamo nell’ufficio di Rossi e lui stava parlando di questo suo amico. È stato un tale onore essere in quella scena. È stato toccante e speciale. Per quanto riguarda Daniel ed io, quando ci siamo ri-incontrati, e avevamo una scena in cui scoprivamo che il personaggio di Damon era morto. Una scena di Damon e me, quella in cui parlavamo di come ci calmavamo con questo canto buddista.

C’erano così tante scene con me e Paget, ma quella che mi viene in mente in questo momento è quando le ho letto questo monologo per dirle che sarebbe stata al sicuro. Mi diverto così tanto con [Aisha], è così difficile [scegliere]. Adoravo sempre quando Aisha era in ufficio con me perché potevamo sempre scherzare e divertirci e parlare come due amiche. Ogni volta che noi quattro donne potevamo stare insieme, quelli erano momenti davvero da favola. La mia prima scena con Adam è probabilmente quella che ricordo davvero alla perfezione.

Hai già citato “Ogni Fine Ha Anche Un Inizio,” ma ci sono delle altre scene o un episodio che hai scritto e a cui pensi adesso e che si distingue in particolare?
C’è una scena tra Matthew e una figlia in “Segreti Oscuri”, in cui lei gli dice che si prende cura di sua madre che è una tossica. Ricordo che quando l’abbiamo mostrata alla rete, ci è stato detto: “Beh, abbiamo davvero bisogno di questa scena?” E io ho risposto: “Assolutamente sì!” Per me era davvero importante e mi è piaciuto sentire di altre persone che l’avevano vista e mi hanno detto che li aveva toccati nel profondo.

La scena ne “Il Passero di Nelson” dove — è una piccola scena, penso che ne abbiano tagliato una buona parte — io e AJ stiamo mangiando il gelato. [In “Spencer”], tutto quello che ha fatto Matthew in prigione è stato molto bello, anche solo essere in quello scenario.

Fonte: TV Insider

Kirsten Vangsness parla di Garcia e Luke e del finale di ‘Criminal Minds’